martedì 31 maggio 2016

A Torino riconosciuta l'adozione per una coppia di donne

Nel percorso che ha portato alla legge sulle unioni civili era emerso che la norma, così come era stata stesa da Monica Cirinnà, non avrebbe avuto un numero sufficiente di voti per essere approvata ma che avrebbe potuto averlo se fosse stata stralciata la parte sulla stepchild adoption dato che un certo numero di parlamentari, contrari qualora contenesse quella parte, erano invece disposti a dare il consenso se non ci fosse stata. Così la stepchild adoption era stata tolta per riuscire ad approvare il resto.

Dove, però, la politica ha mancato in coraggio e solidarietà, è arrivata la magistratura. La Corte d'appello di Torino, presieduta da Carmen Mecca, chiamata a decidere sul caso di Silvia Casassa e Daniela Vassallo (nella foto di apertura), sposatesi in Danimarca nel 2014, con due figlie, una partorita da Silvia e l'altra da Daniela, ma, come ha sottolineato bene Silvia, "sono state sempre figlie di entrambe". La Corte ha rilevato che le due bambine erano accudite in modo ottimo da entrambe le donne e crescevano in un "clima sereno e positivo" e ha quindi stabilito che non c'era nessun motivo per negare l'adozione della figlia "di Silvia" (tra virgolette, perché come dice Silvia "sono di entrambe") a Daniela e di quella "di Daniela" (virgolette per il motivo detto) a Silvia. La Corte si è pronunciata in modo analogo per un'altra coppia di donne, sposata in Islanda nel 2015, con una figlia.

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